ESMESURANZA di TOMMASO ROMANO

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Esmesuranza è il titolo jacoponeo dell'opera completa di poesia, 1968 - 2007 di Tommaso Romano edito in elegante veste delle Edizioni Heliopolis di Pesaro (Viale della Vittoria, 231, pp194, € 20,00) con una introduzione di Salvatore Ferlita che del poeta palermitano (1955) sottolinea "la sua lingua cristallina, il suo timbro affabile e armonioso, lungo i quali scorrono senza inciampi pensieri, riflessioni, ricordi. Interrogativi radicali, strazianti corpo a corpo con la ragione. Poesia come tentativo di trasumanare, come atto di fede nella possibilità di una esmesuranza". Romano, dall'esordio nel 1969, attraversando umori, tensioni e visoni, è pervenuto ad un o stile personalissimo che si nutre di una weltanschauung, in fondamento non desolantemente immanente e artificioso del fare poesia. La discrezione, il rigore e l'essenzialità pur rispondendo ad un pathos lirico e spirituale di raffinata tensione, sono caratteristiche di una poesia che ha trovato l'attenzione della critica (da Erst Jünger che ha scritto di "chiara lucidità" a Bufalino, Caproni, Luzi, Parronchi, Pieracci Harwell, Ramat, Rondoni, Ruffilli, Sanzone, Vettori, Vilardo, Zecchi, Zinna) ampie interpretazioni in monografia (Alaimo, Di Marco, Scurria) e un asingolare e carsica diffusione tra i lettori. Questo libro è lo svelamento di una sintesi viva, mosaicosmica la definirebbe l'autore, tra letteratura, tradizione, spiritualità e vita che, nella dissoluzione e massificazione imperanti, oppone come possibile risposta una volontà di conoscenza e bellezza.

Pubblichiamo la recensione di Lydia Gaziano apparsa sulla bella rivista Palermoparla n°69 Dicembre 2008