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RICORDO DI ENZO FRAGALA'
La tragica e inumana scomparsa per mano barbara e violenta, dell'on. avv. Enzo Fragalà avvenuta a Palermo, segna la indelebile commozione della grande famiglia di Casa Thule, della Fondazione Thule Cultura, degli Autori e Amici di Tommaso Romano, che gli è stato quarantennale amico ed editore del suo prezioso libro "Il pensiero politico di Michele Amari" (Thule 1975) Dirigente politico del FUAN, del MSI-DN, di AN e del PDL, deputato per tre legislature, più volte consigliere comunale di Palermo, avvocato penalista di grade qualità, uomo di interessi ampi e di cultura viva, sempre interessato e partecipe al mondo culturale, fu socio e dirigente dell'Empire International club e proboviro negli anni ottanta del novecento, fondò la libreria L'Italiano e collaborò con Piero Romualdi, Pippo Tricoli e Guido Lo Porto nel traghettamento verso la Destra liberale e democratica.
Uomo aperto, sempre positivo e gioviale con tutti, resta un esempio di apertura verso una più civile convivenza. Alla famiglia le più sentite condoglianze, sapendo che Enzo ci mancherà per sempre e sarà, da gentiluomo quale era e da squisito Amico, irripetibile e insostituibile. (Tommaso Romano)
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IL PREMIO MIRABILE 2010
E' stato pubblicato il numero speciale 69, di Spiritualità e Letteratura, dedicato alla seconda edizione del premio Pietro Mirabile 2008, con le poesie vincenti e profili del poeta di Chiusa Sclafani e cofondatore e animatore della rivista palermitana. La terza edizione del Premio per l'anno 2010 ha le stesse modalità della precedente, si partecipa liberamente abbonandosi, con 30 euro, a 5 numeri della rivista. Spedire la silloge in file word, con num. 30 poesie a tema libero massimo ognuna di 30 versi. L'opera vincente sarà pubblicata da Thule in un volumetto con preparazione a cura della Fondazione. L'edizione 2008 è stata appannaggio di Anna Maria Saccà.
La giuria Presidiata da Tommaso Romano, segretario generale Giuseppe Bagnasco, sarà resa nota dopo la conclusione delle operazioni di valutazione del premio. Spedire in plico raccomandato con relativo abbonamento indicato, al presidente del Premio: Prof. Tommaso Romano, via Bernabei 51, 90145 Palermo; info 3493896419
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Lunedì 8 Marzo 2010 ore 11.00, nella Sala delle Lapidi del
Palazzo delle Aquile, Piazza Pretoria, Palermo, organizzato
dall'Associazione Primosole presieduta da Tony Marotta, sarà presentato
il romanzo di Enrica Bonaccorti "L'uomo immobile" Edizioni
Marsilio.
Relatori:Prof. Rita Cedrini - Antropologa;
Prof. Tommaso Romano - Letterato;
DR. Giuseppe Santangelo - Specialista Neurologo - Psichiatra
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Giorno 20 Marzo 2010 ore 10.00 presso la Basilica Inferiore
di San Francesco, Assisi, la "Via Crucis" di Madè.
Interventi: Padre Giuseppe Piemontese, custode del Sacro
Convento di Assisi; Padre Vincenzo Coli, già custode del Sacro
Convento, percorso pluriennale del progetto "Il sognosi è
avverato"; Adriana Mastrangelo, Storica dell'Arte, nota
introduttiva; Tommaso romano, Critico dell'Arte, Tra poesia e
scrittura; Pippo Madè, racconta; Rosario Lo Cicero, modera. |
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PIERO SCANZIANI numero speciale, 68, di Spiritualità &
Letteratura
Nel numero Settembre - Dicembre 2009 monografico dedicato a
Piero Scanziani si pubblicano le relazioni svolte al XXX
convegno nazionale Thule dedicato a Scanziani nel centenario
della nascita 1898 - 2008 svoltosi il 7 Novembre 2008 presso
l'Associazione Tasca di Cutò. Il numero comprende articoli e
saggi di: Tommaso Romano, La profezia di Piero Scanziani;
Lucio Zinna, Rilettura de gli "Entronauti"; Franca
Alaimo, Scanziani maestro della gioia; Arturo Donati,
"La rinascita di Adamo oltre il principio". Piero
Scanziani tra metafora e utopia del sacro; Gaia Grimaldi,
La gioia è il problema, lo stimolo, la soluzione;
Maria Patrizia Allotta, Gaudium e mystica nella Pedagogia
di Piero Scanziani; Primo Siena, il mio primo
incontro con Scanziani; Marcello Scurria, Piero
Scanziani, nella stanza dei bottoni; Luca Tumminello,
I "Principi d'Amuletologia" di Piero Scanziani. Dal cuore di
una pietra al fiato delle stelle |
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Accademia Siciliana Cultura Umanistica
Sabato 13 Febbraio 2010 nel teatro della Pro Loco di
Casteldaccia, si è aperto il XXX anno accademico dell'
A.S.C.U.. Oltre ai nuovi accademici si è insediato il
rettore-presidente Dott. Giuseppe Bagnasco, il rettore
onorario Prof. Tommaso Romano e i consiglieri Giuseppe Fumia,
Concetta Giamporcaro, Vera Genovese, Paolo Di Giacinto. I
nuovi accademici sono: Maria Patrizia Allotta, Giovanni
Castiglia, Elisabetta Giammanco, Mariolina La Monica,
Lorenzo Rizzo, Francesco Romengo, Ciro Spataro, Giovanni
Taibi, Giulia Sommariva, Carlo Puleo, Umberto Balistreri. |
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Essere nel
Mosaicosmo di Tommaso Romano
Numero monografico
65/67 di Spiritualità & Letteratura (pag. 76 - € 10)
dialoghi con Maria Patrizia Allotta e Luca Tumminello con una
testimonianza conclusiva di Arturo Donati. La copertina di
Massimo Maria Crivello. All'interno un disegno di Nino
Parlagreco.
Trascriviamo alcuni
significativi giudizi e note stampa:
"... molto ammiro e
molto imparo: i suoi "dialoghi" sono molto belli e preziosi
perchè affrontano problemi, idee, punti di vista, proposte,
interpretazioni davvero decisive nel nostro tempo". (Giorgio
Barberi Squarotti);
"... nelle pagine di
Tommaso Romano, dettate da un'alta stima della dignità umana, il
mosaicosmo appare come la copia terrestre della verità rivelata
dal cielo, un ideale armoniosa antologia di frammenti ritagliati
con intelletto d'amore (e con segno della fedeltà
all'insegnamento di Attilio Mordini) dalle diverse e talora
contrarie pagine dell'immensa biblioteca filosofica e
letteraria. L'avventura cristiana di Romano procede tra
intollerantissima e la carità tollerantissima. E associa costi
quel che costi, lo stupore di fronte all'ingegno umano
all'intransigente amore per la verità indeclinabile. La teoria
del mosaicosmo, in definitiva, è una felice alternativa al
relativismo soggiacente alle acrobatiche dottrine dell'et...et...:
dimostra, infatti, che alla pietà è possibile viaggiare
attraverso i genî del mondo moderno senza nulla concedere ai
princìpi della confusione babilonese". (Piero Vassallo)

"... trovo valida la
forma dialogica dell'opera; mi sembra che essa permetta una
trasmissione incisiva del pensiero, illuminandolo e
arricchendolo con le sfumature prospettiche dei Suoi
interlocutori. Malgrado la diversità dei nostri cammini mi trovo
in profonda sintonia in più punti. Soprattutto concordo nel
riconoscere l'imprescindibile centralità del Sacro ai fini di
una riarmonizzazione del mondo e dell'elevazione dell'uomo."
(Giuseppe Gorlani);
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"... in questi
dialoghi sono coinvolgenti le risposte che sa dare lo scrittore
cristiano per eccellenza, a tutte le domande che riguardano il
nostro mondo contemporaneo. Tommaso Romano affascina il lettore
che intravede in lui un poeta coraggioso che sa portare avanti
l'eccezionale tradizione cristiana." (Maria Marcone in Puglia
29 settembre 2009);
"... la verità che
dai dialoghi emerge, frutto di una vasta ragion d'essere di ogni
argomentazione trattata, ci ricorda il pensiero di Nietzsche
quando afferma quante sono le verità che un uomo solo può
sopportare? Se il cosmo mosaicizzato in situazioni univoche
pensieri, visioni, concetto, ma ne accresce l'interesse
multiforme nel campo "delle possibilità" e in quello
dell'esperienze umane e culturali, per loro natura talmente
ricche e frammentate da realizzare un teorema a mosaico. I
puzzle poi si uniscono e vanno a formare in compattezza la
grande mappa dello scibile umano, l'ordine cosmico che tutto
completa e pone in orbita stabilendo "il nostro essere" senza
adattarsi alle varianti atletiche , eterna domanda scespiriana.
La scrittura in eccellenza di Tommaso Romano, sollecitata dalla
intelligente ragione dialogata dei referenti, acquista un valore
di altissimo profilo, sia nella strepitosa varietà e forza di
contenuti, sia nella elegante raffinata adesione ad una forma
seducente, oserei dire cosmica, come la funzione del suo
dichiarato intento nel libro." (Giovanni Amodio - Meridiano
Sud - Bari 30 settembre 2009);
 "... è sempre una
gioia unica e intensa sperimentare affinità profonde, attese e
amarezze condivise... Ho letto con attenzione e interesse il
testo e ho ascoltato le tue parole attraverso le quali consenti
al lettore di condividere la tua esperienza esistenziale."
(Maria Antonietta La Barbera);
"... vi si respira
l'aria purissima delle vette, il fuoco di un'autentica
spiritualità. Bellissima l'immagine del mosaicosmo di cui
ciascuno di noi è una tessera, infima, ma non per questo meno
importante nel comporre il grande disegno globale." (Fausto
Gianfranceschi);
"... mi trovo concorde
in tutto." (Nino Agnello);
"... già nel titolo
reca un segno di originalità rimarchevole. E' proprio grazie a
libri consimili che la ricchezza e la nostra riflessione si
arricchisce di nuove e profonde verità. L'incontro fra
letteratura, l'estetica e la filosofia politica costituisce oggi
un fronte che la cultura deve ripensare per dare ai giovani
nuovi stimoli ed orizzonti." (Paolo Armellini);
"... si scorge quella
speranza che può scaturire dall'arte dalla bellezza, dalla
religione. Sarei tentato di ripetere - se mi è permesso - con
Giovanni Gentile che tutto questo che noi facciamo a "conforto
dell'animo nostro" in una fase di vera sovversione di tutti i
valori." (Luigi Gagliardi);
"... la realtà
dell'essere è proprio un mosaico, dove le tessere formano
insieme il Reale, ma conservando, direi gelosamente, la propria
individualità." (Corrado Camizzi);
"... Essere nel Mosaicosmo mi hi affascinato come
pochissimi altri testi letti quest'anno". (Ernesto Marchese);
"... In un dialogo serrato e coltissima, in un mosaico variegato
e multiforme tratti gli argomenti più scottanti, quasi una
minienciclopedia, riguardanti la vita culturale, sociale,
politica e religiosa dell'uomo di oggi". (P. Giacomo Ribaudo);
"... un vero capolavoro di tradizione, di fede, di alta
filosofia, di teologia". (Mario Sossi);
"... il suo scritto fa rivivere il dialogo. L'amore per il
dialogo ha caratterizzato Platone e Giuseppe de Maistre: oggi è
- mi sembra - molto diminuito. Ma , chissà, l'amore per il
dialogo potrebbe riaffiorare; si può sperar bene, specie
leggendo la sua monografia. L'ammirazione per il Duomo di
Monreale non verrà mai meno, io credo. E la ricchezza delle Sue
citazioni dimostra che - a poco a poco - una cultura di destra
si è formata. Senza dubbio, aveva ragione il grande De Corte -
da lei ricordato - quando scriveva: "l'intelligenza è in
pericolo di morte". Ho avuto, peraltro, l'impressione che la Sua
opera dimostri che - nonostante tutto - quel pericolo si sta
attenuando". (Ubaldo Giuliani Balestrino);
"... una seri di dialoghi, affabulatori e intriganti, tra due
giovani filosofi (Maria Patrizia Allotta e Luca Tumminello) e lo
stesso Tommaso Romano, maestro di vita, poeta, saggista,
antropologo, editore e filosofo che, secondo Arturo Donati,
autore di una testimonianza a conclusione dei dialoghi, "sarebbe
doveroso annoverare tra le più interessanti coscienze critiche
italiane del nuovo secolo". Mosaicosmo, neologismo coniato
dall'autore (Romano è un assiduo forgiatore di eleganti
neologismi), è appunto il mosaico del cosmo dove ogni anima,
tessara diversa da tutte le altre è determinante, necessaria,
indispensabile dell'economia del Creato. Lo è dunque anche la
"tessera" secondaria e periferica che concorre e si inserisce
armonicamente nel tutto." (Giuseppe Fumia, in La Sicilia -
Palermo 10 ottobre 2009);
"... impegnato e dotto libretto. Quante consonanze rallegrano il
cuore!". (Ennio Innaurato);
"... il connubio tra filosofia e teologia, fra libertà e poesia,
è molto apprezzabile e rilevante da molti punti di vista".
(Orazio Tanelli); "...
è un testo che si snoda sottoforma di dialogo tra persone legate
da comuni interessi, scritto con un longuaggio puro ed
essenziale accessibile a tutti, giungendo diretto al cuore ed
alla mente del lettore. Non è poesia, non saggistica, non
filosofia, non trascendenza, non attualità, eppure è tutto ciò
nello stesso tempo, per quell'alone di ricerca che spinge ad
indagare , con costanza un po' su tutto. E' un testo
accattivante cje spinge tutti noi abitanti del cosmo ad
impegnarci per dare un senso vero alla vita quaggiù, facendo
intravvedere un lungimirante arcobaleno di speranza, fede e
bellezza". (Teresa Titomanlio);
"... in buona sostanza l'autore ci offre un importante ed
originale libro-rivelazione, che sviluppandosi in forma
dialogica sviscera - attraverso una meditazione maturata nel
tempo che si fa racconto e che contempla quasi tutto lo scibile
umanistico - lo spessore culturale dell'autore, intendendo per
culturale quella che è la restituzione pratica di una visione
larga, completa ed integrale della vita". (Nicola Romano - in
CNTN - Cieli nuovi Terra nuova - Palermo 11 ottobre
2009);

"... ritrovare molti punti in comuni con la mia filosofia di
vita e di poesia, chiarezza nello snodare quello che sono i
punti difficile di ogni itinerario religioso. La profonda
cultura le fa da supporto ma ancora di più è il suo amore per il
sapere nitido, pulito lavato dalle false ombre del non sapere".
(Mariarita Bozzetti);
"... fa sempre piacere leggere allorché la Cultura mostra i suoi
veri e bei frutti e non i frutti guasti e falsi che spesso
vengono propagati". (Federico Cavallaro);
"... sono oltremodo, e di più, grato ed entusiasta del gradito,
edificante, omaggio: "Essere nel Mosaicosmo". Sottoscrivo,
compiaciuto, le due note dei dialoganti che introducono
l'articolata, seria, ampia, analitica, profonda, maieutica,
intervista. Sono ancor più grato perchè tale opera,
investigatrice di ambiti nodali e decisivi per la lettura
dell'ora presente, gravida di arcinote "incognite". Paul Bourget
nel suo libro "La Mareé du diable", affermava: "... se non si
vive come si pensa, si finisce per pensare come si vive". Lei
certo, ed ab illo tempore, vive in linea con il pensiero
pensante, scolpito nella roccia del Diritto Romano. "Essere nel
Mosaicosmo" attiva nel lettore l'anelito di nitore, di
giustizia, di morale, di saggezza, di discernimento. Le Sue
sottolineature dell'immesirimento del diritto, mi richiama Luigi
Tapparelli d'Azeglio S. J. che scriveva "Dritto" nel titolo del
suo "Teoria generale di Dritto appoggiato sul fatto" e non ho
bisogno di ricordare che "Dritte, son le vie del Signore!" ".
(Vittorio Soldaini);
"... dalla lettura si evince un Tommaso Romano dall'anima
immensa e sempre piena di novità, attuale, fresca e sempre al
passo dei tempi, pur rispecchiandosi e misurandosi con il grande
bagaglio della tradizione". (Giovanni Dino);
"... è bello quando ci viene concesso di abbandonare, seppure
per poco, il caso per entrare nello spazio sacro
del Significato... in fondo è come scappare dalla galera, si
respira un'aria di libertà sconosciuta - purtroppo - alla gran
parte della gente. Un'altra cosa che mi ha colpito è la sua
narrazione dell'evento non casuale". (Giancarlo Kruyff);
"... ottima intervista, che ho attraversato con grande
interesse. Ampia, articolata, profondissima". (Paolo Ruffilli);
"... grazie alle analisi delle problematiche affrontate e al
viaggio che ti impone nella sua e nella tua anima, scopri
prospettive inespresse e ultimative, in gran parte sottaciute da
altri autori per paura o peggio per conformismo militante".
(Nino Sala - in alleanzaetica.myblog.it - 25 settembre
2009);

"... Tommaso Romano acuto osservatore ed esploratore
dell'animo. Essere nel Mosaicosmo non è un breviario e nemmeno
un catalogo di concetti, ma un codice di etica comportamentale.
Ma oltre al comportamento etico anche l'arte è un mezzo, un
ponte "gittato" per avvicinarsi alla "perfezione". Tommaso
Romano oltre ad "apostolo della cultura" può a ben diritto
essere definito come "pellegrino del pensiero cosmico", un
pellegrino sempre in cammino (come lui stesso ama riconoscersi)
alla ricerca di ulteriori conferme tali da portarlo sempre più
vicino alla verità". (Giuseppe Bagnasco - in Il settimanale
di Bagheria - 11 ottobre 2009)

"... Romano pone delle questioni basilari per la poesia,
argomentazioni che non consentono una superficiale lettura, ma
che impegnano a fondo, richiedendo una concentrazione non
comune. Le tematiche stesse evadono dalla mediocrità concepitiva
per rifugiarsi in quelle mistica e concettuale". (Pacifico Topa)

"... i tanti tasselli del suo personale mosaicosmo sono pieni
della presenza di Dio (...) Le parole in questo volume si
rincorrono con una straordinaria velocità, ma anche con una
straordinaria attenzione, perchè i toccati argomenti sono
tantissimi e tutti fanno parte della nostra stessa vita".
(Flavia Lepre)

"... ecco la magia della conversazione, della relazionalità,
della fraterna consapevolezza delle idee. E la parola che unisce
e affranca, che scava e illumina, che libera e riscalpella nel
divenire delle età, nono stante la finitezza che assedia i
cuori. Questa la metanoia che sgorga dal libro alle nostre
coscienze. E non è poco", (Mario Varesi)
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ESMESURANZA di TOMMASO ROMANO
Esmesuranza è il titolo jacoponeo dell'opera completa di
poesia, 1968 - 2007 di Tommaso Romano edito in elegante veste
delle Edizioni Heliopolis di Pesaro (Viale della Vittoria, 231,
pp194, € 20,00) con una introduzione di Salvatore Ferlita che
del poeta palermitano (1955) sottolinea "la sua lingua
cristallina, il suo timbro affabile e armonioso, lungo i quali
scorrono senza inciampi pensieri, riflessioni, ricordi.
Interrogativi radicali, strazianti corpo a corpo con la ragione.
Poesia come tentativo di trasumanare, come atto di fede nella
possibilità di una esmesuranza". Romano, dall'esordio nel 1969,
attraversando umori, tensioni e visoni, è pervenuto ad un o
stile personalissimo che si nutre di una weltanschauung,
in fondamento non desolantemente immanente e artificioso del
fare poesia. La discrezione, il rigore e l'essenzialità pur
rispondendo ad un pathos lirico e spirituale di raffinata
tensione, sono caratteristiche di una poesia che ha trovato
l'attenzione della critica (da Erst Jünger
che ha scritto di "chiara lucidità" a Bufalino, Caproni, Luzi,
Parronchi, Pieracci Harwell, Ramat, Rondoni, Ruffilli, Sanzone,
Vettori, Vilardo, Zecchi, Zinna) ampie interpretazioni in
monografia (Alaimo, Di Marco, Scurria) e un asingolare e
carsica diffusione tra i lettori. Questo libro è lo
svelamento di una sintesi viva, mosaicosmica la
definirebbe l'autore, tra letteratura, tradizione, spiritualità
e vita che, nella dissoluzione e massificazione imperanti,
oppone come possibile risposta una volontà di conoscenza e
bellezza.Pubblichiamo la
recensione di Lydia Gaziano apparsa sulla bella rivista
Palermoparla n°69 Dicembre 2008

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